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Anche gli ambienti virtuali hanno delle regole ed è importante conoscerle per evitare esperienze poco gradevoli. Come è accaduto ad un insegnante francese, Frederic Durand-Baissas, che pubblicò nel 2010 un’immagine del famoso dipinto di Gustave Courbet L’origine du monde del 1866.

Facebook ha sospeso il suo account perché il post violava le regole del Social Network sulla nudità, nonostante si tratti di un quadro famoso e importante per la storia dell’arte in quanto ha dato l'avvio ad una nuova tendenza nella pittura, l'opera peralto è esposta al Musée d’Orsay a Parigi. Durand-Baissas fece causa a Facebook chiedendo la riattivazione dell’account e sollevando una contesa.

 

Il tribunale francese ha aperto un procedimento sul caso, affermando la propria competenza nel pronunciarsi sulla questione, e ha ritenuto legittime le richieste del professore. Ma Facebook la pensa diversamente: i suoi avvocati sostengono innanzitutto che questa causa legale si deve svolgere in California, sede di Facebook, e non in Francia e inoltre che un utente non può contestare le scelte di Facebook. 

 

Prendo spunto da questa storia per soffermarmi su un problema sotteso al Social Network più famoso al mondo: apparentemente Facebook è libero, in realtà si arroga il potere di censurare secondo un metro di valutazione personale e soggettivo. E’ pur vero che esiste un regolamento e che l’iscrizione a Facebook è soggetta all’accettazione di questo, ma in questo caso, a mio parere, c’è stato un vero e proprio abuso da parte di Facebook che non riesce a comprendere la differenza tra un capolavoro nel campo della pittura e un’immagine pornografica.

 

A ben pensarci la questione è molto più ampia e dobbiamo chiederci: chi giudica foto e contenuti e come? Dov’è il confine tra lecito e illecito? Facebook può salire sul pulpito della legittimità e stabilire autonomamente i confini della libertà di espressione? 

Come possiamo accettare che un soggetto privato, detentore di un potere economico e mediatico, sovrasti le nostre libertà e decida quali siano le regole quando invece nella nostra società queste vengono emanate dal parlamento e fatte osservare dagli appositi organi di controllo?

Fatto sta che dal 2010 ad oggi ancora la questione non è conclusa!

 

 

 

MARIA GRAZIA SESSA

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