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Per qualsiasi persona, donna o uomo, che si occupi della cucina in famiglia, arriva prima o poi “la sera del dado”. 

Si tratta di un piatto “super veloce” che si propone ai propri familiari una di quelle sere in cui diversi fattori personali ed ambientali inducono a fare questa scelta.

Stanchezza, nessuna voglia di scervellarsi sul piatto del giorno, mancanza di ingredienti in casa, scarsa voglia di uscire a comprare qualcosa, insofferenza anche alla classica “pizza da asporto” e, insomma, arriva “la sera del dado”. 

Non esiste “schifezza" peggiore dei dadi da brodo, è vero, ma spesso questi si trasformano in “deus ex machina” non solo per salvare la serata, ma anche per tutelare lo stress psicologico del cuoco/vivandiere di famiglia.

Ed è allora che si scatena la fantasia: una pentola con acqua abbondante, un dado di brodo vegetale o di carne, un bel pacco di pastina possibilmente accattivante nella forma e colore, o magari anche all’uovo, e la magia è fatta!

Pronto in tavola con una cascata di formaggio (per chi lo vuole) alcuni semi di finocchio in aggiunta alla fine, qualche grano di pepe e via, si mangia.

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